DECRETO BOLLETTE AUTO: annulli le cartelle di debito e ANNULLI il bollo I Basta una firma e da Aprile smetti di pagare

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Un nuovo intervento legislativo delle istituzioni, potrebbe risollevare le sorti sia fiscali che contributivi di molti conducenti.
Ma quanto potrebbe essere utile per migliaia di automobilisti, liberarsi di un peso immane come quello della tassazione, di stracciare via la cartelle di debito e ammortizzare i costi?
Sarebbe la soluzione a molti problemi, specie per chi è titolare di un’impresa.
E ti sorprenderà sapere che forse adesso, proprio nel mese di aprile che sta per arrivare, solo tra pochi giorni, questo sarà possibile solo grazie a una firma, non la tua ma quella delle istituzioni preposte.
Da poco infatti in sede di Governo, sono stati approvati una serie di emendamenti al fine di convertire in legge il cosiddetto Decreto Bollette, un decreto legislativo, il n.19 del 28 febbraio 2025, tra quelli in discussione alla Camera.
Decreto bollette: cosa succede alle auto
Infatti il Decreto è oggetto di esame parlamentare e contiene una serie di misure che potrebbero interessare molto da vicino migliaia di automobilisti e conducenti e soprattutto la loro situazione fiscale e contributiva, grazie a una clausola.
Il decreto in effetti contiene quella che può essere definita in gergo legislativo la clausola di salvaguardia, per tutte quelle imprese e quei dipendenti che hanno fatto prenotazione, dal luglio 2020 fino al 31 dicembre dello scorso anno, per un’auto aziendale da poter concedere in uso promiscuo da gennaio a giugno 2025.

Un modo per supportare la situazioni fiscale e contributiva
L’intento della clausola è quello di evitare che nuove norme del fisco possano impattare negativamente sul bilancio delle imprese e delle aziende, a causa di incrementi e rialzi nei costi di gestione. Quindi l’obiettivo è che per tutte quelle auto prenotate e dunque assegnate entro suddetta data del 2024, quindi prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, non ci siano cambiamenti.
Che dunque quei veicoli, nei loro trattamenti fiscali e ai fini contributivi, non siano interessati da nessun tipo di variazione. Per quest’ultime valgono le regole in vigore fino al 31 dicembre 2024, senza maggiorazioni riguardanti i chilometri, per qualsiasi tipo di alimentazione. Per adesso si può dunque tirare un sospiro di sollievo.